Io ho sempre distrutto. Si distrutto. Ho demolito grattacieli. Ho demolito tutti quelli che mi hanno fatto male. Ferito. Ho chiuso. Ho voltato le spalle. Ed ho iniziato a demolire. Distruggere. E' la mia forma di sopravvivenza la distruzione. Come se per rinascere io avessi bisogno prima di radere tutto al suolo. E poi quando sono macerie io torno: forte, viva, sicura di me ancora più di prima. Come la fenice rinasco dalle macerie. Si sono sempre stata una grandissima demolitrice. E dal giorno dopo che ti ho detto addio io ho distrutto ogni giorno un pezzetto di più. Ho amplificato difetti. Certo tu mi hai aiutato un casino. Mi hai aiutato perchè di materiale per distruggerti me ne hai dato un bel pò. Ma poi quando avevo già tolto un bel pò di mattoni, quando quei mattoni li stavo mettendo in un recinto di protezione, che proteggesse me da te e da quelli come te bhe quando lo stavo facendo sono iniziati i miei sogni. Quelli che mi chiedevano, mi supplicavano di non distruggere. Ed io ci sono stata male. Perchè io so distruggere ma mi sono chiesta se non distruggo come cazzo vado avanti? Ma mi sono fidata. Mi sono fidata di tutte quelle sensazioni e soprattutto dei miei sogni. Mi sono fidata perchè i miei sogni non sbagliano mai. E loro mi parlano. Mi dicono quello che io nella mia realtà di tutti i giorni non so dirmi. Non so dirmi perchè accecata dalla rabbia. Dalla malinconia. Dalla sfiducia. Ma nel mio mondo di notte le cose sono chiare. E pure se delusa, arrabbiata, malinconica e sfiduciata io nei miei sogni vedo le cose in maniera più lineare.
Ed ho visto un mondo in cui io potevo rinascere senza distruggere proprio nulla. Non ti illudere se non ti ho distrutto non l'ho fatto per te. Lo sto facendo per me. Si per me. Perchè se distruggessi te e tutti i nostri momenti in parte ucciderei me. E non ho voglia di distruggermi. Io stavolta non mi sento in colpa. Io stavolta non mi sento sbagliata. Io stavolta non penso di aver sbagliato assolutamente nulla. Io stavolta ho solo amato. E se tu non ne sei stato capace, sono solo cazzi tuoi. Io stavolta non demolisco. Lascio tutto esattamente com'è e ci costruisco accanto. Accanto a te costruisco un palazzo ancora più bello di quello che avevo fatto per te. E quello che avevo fatto per te io lo affitto. Si lo affitto a qualcuno che lo merita. Non ti demolisco ma già da qualche giorno ti ho dato lo sfratto. Fai le valigie ora e vattene perchè non c'è più alcun posto per te dentro di me. Nessuno.
Non voglio perdere nemmeno più un secondo del mio sorriso. Non voglio perdere nemmeno più un attimo della mia vita. Non voglio appaltarla. Non voglio cedere più il controllo. Non voglio dipendere. So cosa voglio. Te lo confido come ti ho confidato tante di quelle cose che mi appartengono nel corso degli ultimi mesi, non ho mai saputo così bene cosa voglio come in questo momento. Mi spiace so cosa voglio. E se non vuoi darmi quello che voglio bhe ci resto male ma non faccio accordi. Ne ho fatti tanti in passato. Non funzionano. Ma allora io ancora non sapevo veramente cosa volevo. Pensavo che poteva bastarmi quello che qualcuno prima di te mi stava dando. Pensavo che poi magari sarebbe diventato altro. Qualcosa che si avvicinava. Ma io oggi lo so che voglio e non retrocedo di un millimetro. Vattene pure se vuoi. Scappa. Spaventato, se vuoi. Prendimi per matta. Non ti inseguirò. Non lo farò mai. So cosa voglio e lo sai pure tu. Non lo sto pretendendo ma non retrocedo, mi spiace.Io oggi voglio star così,
lasciami stare per un po'
credevo di non far rumore
non so nemmeno che ore sò
Io oggi voglio star così
voglio vedè' 'a televisione
ca ce distrugge 'a dinto e 'a fora
un'altra estate se ne andrà
mi resta ancora tempo
Non sai quanto mi manchi
e forse oggi di più
fa caldo ed ho fumato troppo
in ogni stanza cerco di ridere un po'
ma poi ci resto male
mi sa che io stasera berrò.
ed io stasera berrò da morire, talmente tanto che non ci sarà nessun altro che berrà quanto me.......... e poi ti lascio scivolare via perchè per la prima volta nella mia vita so quello che voglio e quello che mi vuoi dare non mi basta
Davanti alle prime bare dei ragazzi de L'Aquila io ho pianto. Davanti alle richieste di aiuto ho risposto. Davanti alle bare dei messinesi io ho pianto le stesse lacrime. Ed ho dovuto cercare su tutti i social network per sapere come aiutare. Ho rinunciato dopo una ricerca infruttuosa: nessuna sottoscrizione, nulla di nulla.
Ed allo stadio prima di vedere con goduria la Juve perdere mi sono commossa mentre i cori tacevano e davano spazio al silenzio. Due soli stadi in tutta Italia: Palermo, Catania. E gli altri? Ho visto e letto la rabbia dei miei corregionali sui blog cittadini, sui forum, sui giornali locali. Li ho visti sbracciarsi esattamente come gli abruzzessi o piemontesi o friulani. Raccogliere le poche cose che sono rimaste mentre le loro case erano invase dal fango. Ho sentito i racconti che non erano meno tragici di altri che ho sentito pronunciare da persone di altre città, di altre regioni.
E poi ho visto la rabbia. L'indignazione serpeggiare fra i miei amici, fra i miei concittadini, fra i miei corregionali. I nostri figli non sono figli di serie B. Il nostro dolore non è meno autentico di quello di altre regioni d'Italia. Le nostre lacrime non sono meno salate delle vostre. I nostri morti urlano giustizia e chiedono rispetto come i vostri. Le nostre case non sono più colpevoli di quelle costruite con la sabbia a L'Aquila.
Non valiamo meno di voi. E dei funerali di Stato tardivi, annunciati solo dopo il fiume di polemiche e le parole amare, sinceramente non ce ne facciamo nulla. La solidarietà si da immediatamente. Tendere la mano solo perchè qualcuno sta lì a rimproverarti di non averlo fatto, scusatemi tanto ma sa di ipocrisia e falsità. E ve lo dico con estrema rabbia, qiesto Paese mi ha rotto. Mi ha rotto tante volte ma stavolta un pò di più. Non ci siete mai quando a piangere siamo noi. Noi siamo sempre colpevoli. Voi sempre stinchi di santo. Quello che capita qui è colpa nostra, quello che capita sopra Reggio Calabria è colpa del destino cinico e baro.
Ve lo dico molto sinceramente: non chiedetemi mai più un euro. Non chiedetemi minuti di silenzio. Non chiedetemi lutti nazionali o bandiere a mezz'asta. Non fate mai più leva su improbabili istinti nazionali. Io abdico. Abdico da oggi da tutta la solidarietà che non ho visto. Dalle manifestazioni sportive che sono andate avanti. Dalle manifestazioni di protesta che sono andate avanti. Quelle che per i morti in Afganistan avevamo cancellato ma che sabato sono andati in piazza senza alcuna parola di cordoglio. Senza alcun rispetto. Come se qui ci fossero porci, mafiosi e stronzi. E li, li nel Continente invece persone per bene.
E delle scuse della Federazione Gioco Calcio, quelli che dicono scusate abbiamo sbagliato, non ci abbiamo pensato ect ect non me ne faccio un cazzo. E nemmeno dei lutti nazionali proclamati con giorni di ritardo. Perchè dimostrano solo quello che già sapevamo da anni. Noi per il Bel Paese non contiamo un cazzo, bhe che diventi allora un sentimento reciproco. Nemmeno a me interessa più un cazzo del Bel Paese.