Extra Parlamentare certificata

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Sono donna, io non dico cosa voglio ma mi arrogo il diritto di rompermi le palle se non l'ottengo

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martedì, 17 novembre 2009

demolition woman

Io ho sempre distrutto. Si distrutto. Ho demolito grattacieli. Ho demolito tutti quelli che mi hanno fatto male. Ferito. Ho chiuso. Ho voltato le spalle. Ed ho iniziato a demolire. Distruggere. E' la mia forma di sopravvivenza la distruzione. Come se per rinascere io avessi bisogno prima di radere tutto al suolo. E poi quando sono macerie io torno: forte, viva, sicura di me ancora più di prima. Come la fenice rinasco dalle macerie. Si sono sempre stata una grandissima demolitrice. E dal giorno dopo che ti ho detto addio io ho distrutto ogni giorno un pezzetto di più. Ho amplificato difetti. Certo tu mi hai aiutato un casino. Mi hai aiutato perchè di materiale per distruggerti me ne hai dato un bel pò. Ma poi quando avevo già tolto un bel pò di mattoni, quando quei mattoni li stavo mettendo in un recinto di protezione, che proteggesse me da te e da quelli come te bhe quando lo stavo facendo sono iniziati i miei sogni. Quelli che mi chiedevano, mi supplicavano di non distruggere. Ed io ci sono stata male. Perchè io so distruggere ma mi sono chiesta se non distruggo come cazzo vado avanti? Ma mi sono fidata. Mi sono fidata di tutte quelle sensazioni e soprattutto dei miei sogni. Mi sono fidata perchè i miei sogni non sbagliano mai. E loro mi parlano. Mi dicono quello che io nella mia realtà di tutti i giorni non so dirmi. Non so dirmi perchè accecata dalla rabbia. Dalla malinconia. Dalla sfiducia. Ma nel mio mondo di notte le cose sono chiare. E pure se delusa, arrabbiata, malinconica e sfiduciata io nei miei sogni vedo le cose in maniera più lineare.



Ed ho visto un mondo in cui io potevo rinascere senza distruggere proprio nulla. Non ti illudere se non ti ho distrutto non l'ho fatto per te. Lo sto facendo per me. Si per me. Perchè se distruggessi te e tutti i nostri momenti in parte ucciderei me. E non ho voglia di distruggermi. Io stavolta non mi sento in colpa. Io stavolta non mi sento sbagliata. Io stavolta non penso di aver sbagliato assolutamente nulla. Io stavolta ho solo amato. E se tu non ne sei stato capace, sono solo cazzi tuoi. Io stavolta non demolisco. Lascio tutto esattamente com'è e ci costruisco accanto. Accanto a te costruisco un palazzo ancora più bello di quello che avevo fatto per te. E quello che avevo fatto per te io lo affitto. Si lo affitto a qualcuno che lo merita. Non ti demolisco ma già da qualche giorno ti ho dato lo sfratto. Fai le valigie ora e vattene perchè non c'è più alcun posto per te dentro di me. Nessuno.

postato da: cleopa78 alle ore 16:26 | link | commenti (4)
categorie: deliri, a nudo
mercoledì, 11 novembre 2009

onirico

Se io non avessi un’attività onirica troppo sviluppata probabilmente ti avrei già eliminato. Cancellato. Distrutto. Ma tu torni nei miei sogni ed io dei miei sogni mi sono sempre fidata. Per anni sono stata una dai grandissimi sogni premonitori. Mi sono volutamente depotenziata perchè i sogni premonitori fanno paura. Paura perchè ci sono cose che è meglio non sapere. Ma depotenziare non vuol dire perdere. E di fatti in alcuni momenti precisi, i miei sogni sono ancora premonitori. Ed io lo so sempre quali sono quelli premonitori. Hanno la loro luce. Sono realistici come pochissimi. E ti svegli alla notte e lo sai già che sta per succedere. E poi ci sono quei sogni che semplicemente ti indicano una via. Si ti dicono, mia adorata Cleo non mentire e non mentirti, vuoi una risposta eccola. E la risposta in quei sogni me la do da sola. E so che è quella. Non ho bisogno che qualcuno me lo dica. Anche in quei casi mi sveglio alla notte e tutto mi è chiarissimo. Cristallino. So che non sono sogni quelli. Quelli lì, da quel colore e contorno indefinito, sono proiezione di tutto ciò che avverto nel mio incoscio e che non so o non voglio ammettere.



E così nel momento in cui ti stavo uccidendo ho deciso di salvarti. Mi fa un po’ strano aver deciso di non macchiarti troppo. In fase di veglia ti avrei distrutto del tutto ma poi quel sogno troppo preciso, troppo dettagliato e quella mia frase finale. In un modo o nell’altro farò. Farò senza sporcarti troppo. E’ giusto così, immagino. O meglio ancora se il mio subconscio dice che deve essere così allora sarà così. Mi fido di me più delle parole, troppe, che ho sprecato o hanno sprecato su tutta questa storia. Mi fido delle mie sensazioni. Mi fido di quella Cleo che nel sogno è scoppiata a piangere ed ha restituito quel pennello magico con cui avrebbe potuto coprirti, modificarti. In fondo, te lo avevo promesso. Ti avevo promesso di non distruggerti, di non sporcarti e nemmeno di demolirti. Lo faccio per me o forse per te. Lo faccio perché io mantengo sempre le promesse. Tu no ma non è importante. Per il semplice fatto che so anche il perchè, ora lo so.
postato da: cleopa78 alle ore 11:14 | link | commenti
categorie: a nudo
martedì, 03 novembre 2009

mentre aspetto che passi

Non voglio perdere nemmeno più un secondo del mio sorriso. Non voglio perdere nemmeno più un attimo della mia vita. Non voglio appaltarla. Non voglio cedere più il controllo. Non voglio dipendere. So cosa voglio. Te lo confido come ti ho confidato tante di quelle cose che mi appartengono nel corso degli ultimi mesi, non ho mai saputo così bene cosa voglio come in questo momento. Mi spiace so cosa voglio. E se non vuoi darmi quello che voglio bhe ci resto male ma non faccio accordi. Ne ho fatti tanti in passato. Non funzionano. Ma allora io ancora non sapevo veramente cosa volevo. Pensavo che poteva bastarmi quello che qualcuno prima di te mi stava dando. Pensavo che poi magari sarebbe diventato altro. Qualcosa che si avvicinava. Ma io oggi lo so che voglio e non retrocedo di un millimetro. Vattene pure se vuoi. Scappa. Spaventato, se vuoi. Prendimi per matta. Non ti inseguirò. Non lo farò mai. So cosa voglio e lo sai pure tu. Non lo sto pretendendo ma non retrocedo, mi spiace.



Non mi interessano i se e nemmeno i ma. Ho già fatto i conti con i miei se ed i miei ma per anni, che cazzo credi? Fai i conti tu con i tuoi e non rompere le palle a me. Non mi interessa fare l'infermiera. E nemmeno la psicologa. Non sono amica. Non voglio esserlo. Non lo sarò mai per te. Mi spiace. Anzi no, non mi spiace. Non me ne frega un cazzo. Se vuoi un'amica cercala altrove. Da me non avrai mai dicasi mai amicizia. Avrei voluto darti qualcosa di più e volevo qualcosa di più. Non sei disposto a darlo, bhe mi riprendo tutto ed in toto. Non ho intenzione di darti amicizia.



Si, se vuoi sapere se brucia, brucia. Orgoglio ferito probabilmente. Se ti chiedi per quanto brucerà ancora, ti posso dire che brucerà per molto meno di quanto ti aspetti. L'orologio sta lì a ticchettare e mi ricorda che ho già perso troppo tempo a starti dietro. Troppo tempo a farmi domande. Troppo tempo a farmi paranoie. Troppo tempo. Ma il tempo è canaglia. D'improvviso arrivi alla fine della clessidra che dedichi a qualcuno. Di sabbia ce ne sta veramente poca dentro ormai. E la vedo scendere con sentimenti controversi. Rabbia mista a delusione. Delusione mista a tristezza. Tristezza mista a felicità. Quella di sapere che a breve, brevissimo io sarò di nuovo libera. Quando l'ultimo granello di quella maledettissima sabbia avrà toccato il fondo. Non ci sarai più. Ed io sarò mia e solo mia come non lo sono da qualche tempo ormai.
postato da: cleopa78 alle ore 15:22 | link | commenti (6)
categorie: a nudo
giovedì, 29 ottobre 2009

Io oggi voglio star così,

lasciami stare per un po'

credevo di non far rumore

non so nemmeno che ore sò



Io oggi voglio star così

voglio vedè' 'a televisione

ca ce distrugge 'a dinto e 'a fora

un'altra estate se ne andrà

mi resta ancora tempo



Non sai quanto mi manchi

e forse oggi di più

fa caldo ed ho fumato troppo

in ogni stanza cerco di ridere un po'

ma poi ci resto male

mi sa che io stasera berrò
.


 


ed io stasera berrò da morire, talmente tanto che non ci sarà nessun altro che berrà quanto me.......... e poi ti lascio scivolare via perchè per la prima volta nella mia vita so quello che voglio e quello che mi vuoi dare non mi basta



postato da: cleopa78 alle ore 16:16 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 07 ottobre 2009

Figli di un Dio Minore


Davanti alle prime bare dei ragazzi de L'Aquila io ho pianto. Davanti alle richieste di aiuto ho risposto. Davanti alle bare dei messinesi io ho pianto le stesse lacrime. Ed ho dovuto cercare su tutti i social network per sapere come aiutare. Ho rinunciato dopo una ricerca infruttuosa: nessuna sottoscrizione, nulla di nulla.


Ed allo stadio prima di vedere con goduria la Juve perdere mi sono commossa mentre i cori tacevano e davano spazio al silenzio. Due soli stadi in tutta Italia: Palermo, Catania. E gli altri? Ho visto e letto la rabbia dei miei corregionali sui blog cittadini, sui forum, sui giornali locali. Li ho visti sbracciarsi esattamente come gli abruzzessi o piemontesi o friulani. Raccogliere le poche cose che sono rimaste mentre le loro case erano invase dal fango. Ho sentito i racconti che non erano meno tragici di altri che ho sentito pronunciare da persone di altre città, di altre regioni.


E poi ho visto la rabbia. L'indignazione serpeggiare fra i miei amici, fra i miei concittadini, fra i miei corregionali. I nostri figli non sono figli di serie B. Il nostro dolore non è meno autentico di quello di altre regioni d'Italia. Le nostre lacrime non sono meno salate delle vostre. I nostri morti urlano giustizia e chiedono rispetto come i vostri. Le nostre case non sono più colpevoli di quelle costruite con la sabbia a L'Aquila.




Non valiamo meno di voi. E dei funerali di Stato tardivi, annunciati solo dopo il fiume di polemiche e le parole amare, sinceramente non ce ne facciamo nulla. La solidarietà si da immediatamente. Tendere la mano solo perchè qualcuno sta lì a rimproverarti di non averlo fatto, scusatemi tanto ma sa di ipocrisia e falsità. E ve lo dico con estrema rabbia, qiesto Paese mi ha rotto. Mi ha rotto tante volte ma stavolta un pò di più. Non ci siete mai quando a piangere siamo noi. Noi siamo sempre colpevoli. Voi sempre stinchi di santo. Quello che capita qui è colpa nostra, quello che capita sopra Reggio Calabria è colpa del destino cinico e baro.




Ve lo dico molto sinceramente: non chiedetemi mai più un euro. Non chiedetemi minuti di silenzio. Non chiedetemi lutti nazionali o bandiere a mezz'asta. Non fate mai più leva su improbabili istinti nazionali. Io abdico. Abdico da oggi da tutta la solidarietà che non ho visto. Dalle manifestazioni sportive che sono andate avanti. Dalle manifestazioni di protesta che sono andate avanti. Quelle che per i morti in Afganistan avevamo cancellato ma che sabato sono andati in piazza senza alcuna parola di cordoglio. Senza alcun rispetto. Come se qui ci fossero porci, mafiosi e stronzi. E li, li nel Continente invece persone per bene.




E delle scuse della Federazione Gioco Calcio, quelli che dicono scusate abbiamo sbagliato, non ci abbiamo pensato ect ect non me ne faccio un cazzo. E nemmeno dei lutti nazionali proclamati con giorni di ritardo. Perchè dimostrano solo quello che già sapevamo da anni. Noi per il Bel Paese non contiamo un cazzo, bhe che diventi allora un sentimento reciproco. Nemmeno a me interessa più un cazzo del Bel Paese.






postato da: cleopa78 alle ore 16:49 | link | commenti (3)
categorie: deliri, la mia cittÃ